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giovedì 29 ottobre 2009

Attenzione ai Klauber falsi!


Che anche nel nostro settore collezionistico girassero dei falsi, ahimè! ce n'eravamo accorti da diverso tempo.
Sul mercato dei falsi si trovano soprattutto falsi  canivets, false miniature e false incisioni. La ragione, che ho già spiegato in altre occasioni ovviamente sta nel fatto che queste tipologie hanno raggiunto quotazioni molto alte, che fanno gola a personaggi senza scrupoli che cercano di approfittare del collezionista inesperto per rifilargli il "prezioso" pezzo a un prezzo d'affare.
Le insidie sono ancora più pericolose quando l'acquisto avviene attraverso internet. Di solito, in questi casi, il truffatore mostra al potenziale acquirente delle foto realizzate quasi sicuramente sugli originali, in modo tale da non destare alcun sospetto.
I falsi finora in mia conoscenza riguardano alcuni canivets, incisioni di I. Busch, di Maulini, di Huberti, di Galle, mentre ultimamente da più parti mi sono stati segnalati dei falsi che riguardano la serie delle litanie lauretane, anche a colori, dei Fratelli Klauber (nella foto uno dei falsi).
L'impossibilità di osservare da vicino il pezzo prima dell'acquisto rende altrettanto impossibile non cadere nella trappola. L'unico campanello d'allarme potrebbe essere a volte il prezzo, molto basso rispetto alle normali quotazioni: nel caso di specie, ad esempio, i Klauber sono stati venduti a Euro 7,00 al pezzo, contro un valore di mercato che va dai 35,00 ai 78,00 Euro, anche oltre per i pezzi più rari.
Invito ovviamente tutti gli amici collezionisti a segnalare eventuali casi simili.

lunedì 26 ottobre 2009

Collezionare non è raccogliere tutto!


Ho sentito di persone che avrebbero una "collezione" con un numero di pezzi spropositato, una quantità enorme. Per capirci meglio, si parla di 50.000 o addirittura di centinaia di migliaia.
Intendiamoci, non voglio dire che non sia possibile che una persona abbia raccolto un certo quantitativo, ma semplicemente che questa persona non è, e non può definirsi, un vero collezionista di santini.
Intanto voglio fare una premessa: il collezionismo non è una gara a chi possiede più pezzi. A volte si possono avere in una collezione di cinquanta pezzi, due esemplari che fanno invidia a collezioni di gran lunga più consistenti, ma di livello mediocre.
Ribadisco quanto ho tantissime volte affermato: una collezione, per definirsi tale, deve essere ordinata, catalogata e soprattutto limitata.
Ai grandi maniaci della quantità dico che si può raccogliere all'infinito (non sappiamo neppure quanti milioni di pezzi siano stati prodotti in oltre cinque secoli di storia), ma non si può collezionare tutto. Anzi, consiglio sempre a quanti mi chiedono, di limitare la propria collezione a poche e determinate tipologie di santini.
Sempre aperto a tutti i commenti, nel frattempo ammiriamo questo strepitoso canivet, la cui immagine mi è stata inviata da una collezionista doc come l'amica Paola Galanzi.

lunedì 5 ottobre 2009

Quel santino non raffigura San Tarcisio...


Caro Biagio, ho letto sul tuo blog la risposta alla domanda su chi fosse il santo raffigurato in un certo santino color seppia. ... Permettimi di dissentire alla tua identificazione. Intanto Tarsicio (o Tarcisio) sembra sia stato ucciso in tenera età, al massimo 14/15 anni. Tale è anche la ricostruzione storico/romanzata che il cardinale Nicholas Patrick Stephen Wiseman fece nel suo popolare romanzo  "Fabiola o la chiesa delle catacombe" . Ma, comunque sia, tutta l'iconografia a me nota del santo martire .... rappresenta Tarcisio come un fanciullo, con corta tunica, spessissimo inginocchiato o accosciato o addirittura supino, con le mani sul torace che stringono un fazzoletto di stoffa che racchiude l'Eucarestia. A volte accanto a lui è raffigurato un soldato. Ma sicuramente non fu un soldato lui, come il santo dell'immaginetta che invece lo è chiaramente. ... A ripensarci, propendo ancor più per Maurizio della Legione Tebea o per Donnino di Fidenza, visto anche la "popolarità" dei soggetti della serie cui appartiene il santino. Se non fosse  per l'assegna dei segni distintivi di San Espedito (almeno la scritta Hodie) potrebbe sembrare una rara rappresentazione di questo santo. Piero Stradella

Ho voluto pubblicare la lettera inviatami per email dall'amico collezionista Piero Stradella che, molti credo già conoscano come uno dei più grandi collezionisti di immaginette. La questione si riferisce al mio post del 29 settembre 2009 nel quale io rispondevo ad un collezionista identificando il santo nel santino raffigurato con San Tarcisio. Ho riportato la mia risposta nei commenti. Se qualcun altro volesse partecipare alla discussione può farlo postando un commento.
Nella foto tratta dal sito Santi e Beati, un santino degli anni '20 raffigurante San Donnino di Fidenza.

sabato 26 settembre 2009

I canivets e le incisioni del Convento dei Cappuccini di Francavilla


Canivets ed incisioni del XVIII secolo non si trovano soltanto nelle collezioni di appassionati del genere.
Ci sono anche luoghi, aperti al pubblico, in cui tutti possono ammirarli.
E' il caso dei canivets, delle miniature e delle incisioni fiamminghe che si trovano nella Cappella dei Ruffo della Terra di Bagnara (Calabria), posta sulla destra della navata centrale della chiesa bizantina, che appartiene al Convento dei Cappuccini di Francavilla di Sicilia, in provincia di Messina.
Sono custoditi in apposite bacheche collocate nella parte inferiore del dipinto che rappresenta la Madonna "Odigitria", di probabile scuola di Antonello da Messina.
Fra i particolari, degni di essere segnalati ai collezionisti del genere, un rarissimo canivet, nella cui miniatura centrale è raffigurato un San Francesco di Paola.
Per chi volesse approfondire, segnalo il sito del Convento.
Nella foto, due dei canivets che si trovano nella cappella.

lunedì 31 agosto 2009

Il procedimento della fustellatura


La fustellatura è un procedimento che consente di tagliare, secondo una determinata forma, un santino o un'immaginetta, al fine di sagomarne o aggraziarne i margini.
Avviene attraverso l'utilizzo di uno strumento in acciaio, tagliente, detto appunto "fustella".
Con il termine di "fustellate" si indicano le immaginette religiose che presentano ai margini dei dentelli o sagomature che rendono le stesse più particolari. Nulla a che vedere con la punzonatura, i cc.dd. merletti, il cui procedimento è totalmente diverso. Capita infatti che alcuni mercanti, per ignoranza o peggio capziosamente, definiscano come "merlettate" immaginette che in realtà sono "fustellate".
Nella foto tratta da Wikipedia, particolare di una fustella di acciaio.

martedì 18 agosto 2009

Le coloriture delle incisioni di Koppe

I collezionisti delle xilografie del grande Joseph Koppe (e di Leopold) avranno notato che alcune immaginette sono perfettamente identiche, com'è normalissimo per tutte le incisioni che vengono stampate in più esemplari, ma con una particolarità: hanno una coloritura diversa.
Nell'immagine riprodotta sopra, si può notare come l'incisione è la medesima, sicuramente appartenente alla stessa matrice, ma la coloritura, a mano, è diversa per ciascuna delle tre.
La questione, esclusivamente sul piano collezionistico, è se tali immaginette debbano considerarsi tre diversi esemplari, o un esemplare unico e quindi tre "doppi".
Ritengo che è da preferire la prima ipotesi. La coloritura diversa richiede un nuovo atto, un nuovo impegno, un nuovo lavoro, dunque una nuova e diversa opera d'arte.

lunedì 29 giugno 2009

santini e chiudilettera


C'è chi nella propria collezione di santini inserisce di tutto, anche tutto ciò che assomiglia a un santino, ma che tuttavia non è un santino.
Non starò a parlare per l'ennesima volta di ciò che si intende propriamente per santino, ma mi sembra opportuno, come ho già fatto in altre occasioni, parlare di ciò che NON rientra fra i santini tout court e quindi non collezionabile come tale.
E' il caso dei cosiddetti chiudilettera riproducenti un'immagine religiosa.
I chiudilettera, per chi non lo sapesse, sono molto simili a dei "francobolli" di carta gommata, ma non sono dei francobolli. Molto diffusi a partire dai primi del Novecento, venivano utilizzati appunto per chiudere le buste da lettera, al fine di garantirne l'integrità. Hanno dei collezionisti appassionati e il ramo di collezionismo cui appartengono è definito "erinnofilia". Nulla a che vedere con il collezionismo dei santini, o filiconia.
Nella foto, chiudilettera che raffigurano immagini della Madonna e della vita di Gesù.

domenica 14 giugno 2009

Originali e riproduzioni


Il mondo dei collezionisti, si sa, è davvero vario. C'è chi colleziona pezzi pregiati e rarissimi, chi invece è alla ricerca dei soggetti, di tutti i soggetti.
Da un po' di tempo, il collezionismo dei santini ha avuto una grande attenzione e sono in costante ed esponenziale crescita collezionisti e cultori. Ciò ha avuto come effetto anche l'attenzione di molti grandi editori che hanno portato i santini in edicola, per soddisfare una grande parte di persone interessate a questo mondo.
La riproduzione di immaginette antiche tuttavia non è un fenomeno nuovo. Basti pensare a editori come Fratelli Bonella o Egim, che nei propri cataloghi continuano a riprodurre santini già editi in passato.
Intorno alla fine degli anni '90 del secolo scorso molti ricorderanno la casa editrice Barbieri, che ancora oggi continua a produrre canivets meccanici e immaginette con margini di pizzo, ispirate a originali d'epoca.
Infine, da un po' di tempo, come accennavo, noti editori come Sprea e Hachette stanno pubblicando in edicola riproduzioni del passato.
Nonostante queste immaginette distribuite in edicola non contengano alcuna avvertenza che si tratta di riproduzioni, tuttavia ciò risulta con evidenza appena le si osserva da vicino. Va segnalata però una nota dolente: purtroppo alcune di queste riproduzioni vengono da qualcuno vendute on line per originali, ingannando ingiustamente l'ingenuo acquirente.
Nella foto una riproduzione della n. 111 della serie comune della Santa Lega Eucaristica, distribuita da Sprea con l'iniziativa "I Santi protettori".

sabato 30 maggio 2009

La collezione Stradella


Lo ammetto! Se c'è un collezionista che invidio, al quale invidio alcuni dei pezzi della sua preziosa collezione, ebbene, Questi è Pierluigi Stradella.
In tanti anni è riuscito a raccogliere una collezione di immaginette religiose, forse la più grande al mondo, con dei pezzi davvero eccezionali. Mi riferisco in particolare ad alcuni esemplari molto rari, come questo (nella foto), risalente al XVI secolo, straordinario non solo da un punto di vista tecnico-artistico ma anche sotto il profilo iconografico, che si può ammirare assieme ad altri preziosi pezzi sul suo sito, alla sezione museo del santino
Quello che vedete qui riprodotto è una xilografia su carta vergellata, dipinta a mano, del secolo XVI, con applicazioni in foglia d'oro, incollata e martellata, cm 6,7 x 8,3.
Ritengo che il valore di mercato possa andare dai 450,00 fino ai 1000,00 Euro.

lunedì 4 maggio 2009

Immaginette e Figurine



Non tutto ciò che somiglia a un'immaginetta religiosa è immaginetta religiosa.
Mi è capitato più volte di dover sottolineare che il santino nasce santino e l'immaginetta religiosa nasce immaginetta religiosa.
Tutto il resto è qualcos'altro.
E' il caso delle figurine, altra categoria di collezionismo molto diffusa, che hanno una varietà di temi in cui spaziare, compreso il tema religioso, da indurre qualcuno a fare confusione. Parlo naturalmente di figurine edite da grandi case, come Lavazza o Liebig. Ebbene, nonostante alcunie serie raffigurino soggetti religiosi, tuttavia esse non possono essere considerate immaginette religiose e dunque non classificabili in nessuna categoria di tale ambito collezionistico.
In sintesi, le figurine a soggetto religioso non sono santini o immaginette religiose e pertanto non collezionabili come tali.
Nella foto tratta da Ebay, alcune figurine edite da Lavazza per la Serie "I Santi".

sabato 2 maggio 2009

AR, Serie Z, n. 301

Giuseppe, collezionista di santini della casa editrice AR, mi segnala di essere in possesso dell'immaginetta n. 301 della Serie Z, raffigurante N. S. Aparecida.
Ringrazio Giuseppe per la segnalazione e lo invito a inviare la foto dell'immaginetta in questione.

sabato 18 aprile 2009

Monastero della Visitazione S. Maria di Baggiovara (Modena)


L'amico Pierluigi Stradella mi ha segnalato un sito molto interessante, all'interno del quale, in apposita sezione, si possono ammirare numerose immaginette devozionali, dalle incisioni del 1600 alle cromolitografie del 1800.
Il sito in questione è curato dal monastero della Visitazione S. Maria di Baggiovara, in provincia di Modena. Vi invito a visitare naturalmente tutte le sezioni del sito ed in modo particolare la ricca galleria di immaginette d'epoca. Ne vale davvero la pena!
L'immaginetta-incisione che vedete nella foto è tratta dalla suddetta galleria di immagini.

sabato 11 aprile 2009

Buona Pasqua 2009


A tutti i miei migliori Auguri di Buona Pasqua.

mercoledì 4 marzo 2009

Pergamene e quotazioni


La tipologia di carta con cui è stata realizzata l'immaginetta religiosa ha sicuramente molta importanza nella valutazione del suo valore di mercato. La maggior parte dei santini prodotti, anche quelli più antichi, è caratterizzata da carta pesante, vergellata, ovvero attraversata da "vergelle", quei filamenti paralleli, facilmente visibili anche senza ausilio della lente.
Molti santini, però, soprattutto della produzione più antica, furono realizzati su supporti in pergamena. Moltissime incisioni fiamminghe, molti canivets e diverse miniature dei secoli XVII e XVIII, appaiono in tutta la loro bellezza tecnica e artistica su pergamena leggera, in pochi casi anche su fogli più spessi.
Inutile dire che quest'ultima produzione ha un valore maggiore, dovuto proprio all'impiego di un materiale, la pergamena appunto, che già all'epoca di realizzazione dell'immaginetta aveva costi più alti.
Dando uno sguardo al mercato attuale, le quotazioni delle "pergamene" sono molto importanti e possono partire da un minimo di 80,00 ad un massimo anche di qualche migliaio di Euro, a seconda ovviamente della tipologia, della tecnica utilizzata, del nome dell'incisore, della rarità, ecc.
Nella foto, una stupenda immaginetta in pergamena, firmata Cornelius van Merlen, incisore fiammingo del XVII secolo, cm 8,1 x 13,1, raffigurante S. Anna con la Madonna bambina, incisa a bulino.
Quotazione min. 150,00 - max 280,00 Euro.

sabato 28 febbraio 2009

Santini in monocromo al bromuro


Il periodo storico fra le due grandi guerre fu caratterizzato da una crisi economica che ovviamente fece sentire i propri effetti anche sulla produzione dei santini.
Una delle tecniche più utilizzate in questo periodo fu appunto quella detta "monocromo al bromuro." Monocromo, in quanto caratterizzata da un solo colore, scuro, molto simile ai negativi delle fotografie; mentre "al bromuro" sta ad indicare appunto una particolare tecnica di stampa, inventata verso la fine del secolo XIX, utilizzata per lo sviluppo delle fotografie, che prevede l'impiego di gelatina al bromuro d'argento.
La produzione, per gli evidenti costi ridotti, interessò tutte le case editrici degli anni '30, fra le quali Ar, FB, EB ed Egim.
I santini prodotti con questa tecnica, popolari, non sono molto ricercati dai moderni collezionisti, per cui la loro quotazione è molto bassa, ovvero non superiore a Euro 1,50.
Nella foto, santino monocromo al bromuro, bordi dorati tratteggiati, primi anni '30, prodotto da AR e distribuito dalla tipografia Canziani di Roma, cm 5,8 x 9,8, raffigurante l'ultima cena.

mercoledì 18 febbraio 2009

Santini ex indumentis


La vendita on line di reliquie ha fatto emergere, per i collezionisti di santini, il problema della liceità o meno della vendita/acquisto anche dei santini cosiddetti ex indumentis, ovvero pezzetti di stoffa provenienti da indumenti indossati dal Santo.
Sollecitato a parlarne da diversi collezionisti e lettori del blog, cercherò di esporre la questione, complessa, il più chiaramente possibile.
Il Canone 1190 afferma che Sacras Reliquias vendere nefas est. Ciò vuol dire che per il diritto canonico, quindi per la Chiesa, le reliquie sono res sacrae e pertanto la vendita delle medesime è illecita. Per la Chiesa, non si possono vendere o acquistare reliquie, in quanto, data la loro sacralità, non sono commerciabili. Inoltre, va precisato che una reliquia è vera soltanto se controfirmata dal Vescovo.
Cosa accade dunque a chi vende o compra reliquie? Per la Chiesa è un delitto, punibile ai sensi della disciplina canonica. Conformemente allo spirito dell'Ordinamento canonico non è individuata la pena o la penitenza da infliggere, che è lasciata alla discrezionalità del giudice canonico, il quale potrà stabilire quella ritenuta più congrua.
Fatta questa premessa, va detto che nessun rapporto esiste fra delitto punito ai sensi del diritto canonico e le leggi civili e penali dello Stato. Nel caso specifico pertanto andrà verificato se il fatto non costituisca reato anche per l'Ordinamento statale (per esempio nel caso in cui la reliquia sia stata trafugata o sia falsa, ecc.).
Nella foto, tratta dal sito immaginettesacre.it, un santino ex indumentis della Santa gemma Galgani.

giovedì 12 febbraio 2009

Cartonate


Con il termine "cartonate" si suole definire tutte quelle immaginette religiose caratterizzate da una struttura in carta pesante. Più che una categoria a sé, quindi, la "cartonata" è una caratteristica che può riguardare diverse tipologie.
Come ho avuto modo di dire in altri post, l'immaginetta religiosa è tale se il materiale prevalente di cui è costituita è la carta, nelle sue varietà: pergamena, carta antica vergellata, cartoncino mezzo punto, bristol, cartone o carta pesante, velina, carta leggera.
Nella foto, una cromolitografia incollata su fondo in carta pesante, sec. XIX, misure cm. 5 x 8,5. Probabile produzione francese.
Quotazione min. Euro 9,00 - max 35,00.

giovedì 29 gennaio 2009

Le immaginette del Westfries Museum


La stupenda immaginetta che vedete nella foto è tratta dal sito Westfries Museum che la mia carissima amica, nonché fine collezionista di immaginette d'epoca, Paola Galanzi, mi ha segnalato e che molto volentieri io segnalo agli altri amici del blog.
Vi invito pertanto a visitarlo perché i gioielli esposti meritano davvero di essere visti e contemplati.
L'immaginetta nella foto, raffigurante l'Immacolata Concezione, è una pergamena risalente alla prima metà del XVIII secolo, incisa a bulino dalla nota Isabella Hertsens.
Ancora un grazie a Paola e un invito a tutti gli amici a segnalarci altri siti o blog.

mercoledì 14 gennaio 2009

Immaginette false


Qualcuno forse si stupirà a scoprire che anche nel collezionismo di santini e immaginette religiose esiste il fenomeno dei falsi. Il motivo che spinge a creare una falsa incisione, un falso canivet o una falsa miniatura è ovviamente di natura economica. Soprattutto negli ultimi anni, infatti, il mercato dei santini pregiati, e in alcuni casi non solo pregiati, è cresciuto in maniera esponenziale: una miniatura del XVII secolo può sfiorare anche il migliaio di euro; per non parlare dei canivets, che ormai hanno raggiunto costi proibitivi per molti collezionisti.
Si può comprendere dunque che per un venditore senza scrupoli, riprodurre una falsa miniatura o una falsa incisione può costituire un' occasione allettante, soprattutto se il collezionista -acquirente è un dilettante senza esperienza.
Si può riconoscere un falso?
Certamente! Ma non sulle pagine di un computer, anche perché nella foto riprodotta sul monitor potrebbe esservi l'originale.
Il consiglio è naturalmente quello di esaminare il pezzo direttamente.
Prima di continuare, una premessa è d'obbligo: solo l'esperienza può in qualche modo garantire di riconoscere con certezza la reale natura del pezzo.
Detto questo, fra gli elementi che concorrono a identificare l'autenticità, vi è innanzitutto la conoscenza della storia del santino attraverso le varie produzioni e i vari stili. Fondamentale è quindi conoscere i materiali ovvero il tipo di carta, le tecniche, i colori utilizzati e le misure originali (ove sia possibile). Confrontare, se possibile, il pezzo che si sta acquistando con un altro simile, di cui si ha certezza della sua autenticità. Chiedere al venditore informazioni dettagliate e, in caso di dubbio, meglio astenersi dall'effettuare l'acquisto.
Nella foto, una falsa miniatura del XVIII secolo. Nonostante la cura nella riproduzione, la carta utilizzata, di epoca recente, i colori usati e il tentativo di "antichizzazione", sono segni evidenti che il pezzo è stato prodotto nel 2007 e non nel 1700.

venerdì 2 gennaio 2009

L'imprimatur



Fra le questioni che mi vengono poste dagli amici lettori e collezionisti vi è quella relativa alla natura dell'imprimatur.
Ne ho già parlato, ma ritorno volentieri sull'argomento cercando di essere il più chiaro possibile.
L' imprimatur, letteralmente "si stampi", sta a indicare l'autorizzazione concessa dalla Chiesa alla circolazione di una data immaginetta religiosa, previa verifica della idoneità della preghiera stampata sul verso della stessa. Tale licenza fece la sua comparsa intorno alla fine del 1700, era espressamente prevista dal Codice Canonico e doveva essere rilasciata dall'Ordinario o dal Superiore maggiore di un Ordine o Congregazione religiosa. Non è prevista nell'attuale Codice, essendo stata abolita nel 1983, sebbene tuttora sussiste un potere di vigilanza sull'esposizione e sulla pubblicazione di testi e immagini (Libro IV, Parte II, Titolo IV "Il Culto dei Santi, delle sacre immagini e delle reliquie").
Non costituisce la data dell'immaginetta.
Dunque, datazione e imprimatur sono due diversi elementi dell'immaginetta, che possono in alcuni casi anche coincidere, ma non necessariamente.
Nella foto sopra, ho voluto appositamente evidenziare l'imprimatur che si trova sul verso di un santino, l'immagine n. 21 della serie Z della casa editrice AR. Essa recita: Mediol. e Curia Arch. 23 novembris 1898 + A. M. Mantegazza, Episc. Famag. Vic. Gen.
Ebbene, come molti collezionisti ben sanno, la serie Z della AR è apparsa intorno ai primi anni '50, e non nel 1898, che invece è l'anno dell'imprimatur.