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sabato 30 agosto 2008

Le tecniche di stampa dei santini

C'è chi usa dividere il collezionismo delle immaginette in santini e incisioni. Altri considerano quest'ultime una specie a se stante, facendole rientrare in un altro tipo di collezionismo, quello delle incisioni tout-court.
Personalmente, ritengo esatta la suddivisione formulata da Dolores Sella, tra santino e immaginetta devozionale. Ciò che rende un piccolo pezzo di carta, stampato o intagliato che sia, un santino o immaginetta devozionale è la loro funzione e le dimensioni. Il santino, di dimensioni cm. 11 x 7 circa, ha la funzione di segnalibro per Messali, Breviari o libri di preghiere. L'immaginetta devozionale, di formato più grande, ma non oltre i cm. 7,5 x 14 circa, ha invece la funzione di quadretto o altarino.
L'incisione dunque, in quest'ambito, costituisce non l'oggetto, quanto una delle tecniche di realizzazione dell'oggetto del collezionismo, più precisamente una tecnica di stampa.
Le principali tecniche di stampa delle immaginette sono le incisioni (in rilievo e in cavo), le litografie (e cromolitografie) e l'off-set.
(continua)

lunedì 18 agosto 2008

Immaginette Anonime


Con il termine di "anonime" si vogliono indicare tutti quei santini e tutte le immaginette sulle quali non si trova indicato il nome del produttore, editore e/o incisore che sia.
Tale mancanza in genere comporta una riduzione in termini di quotazione dell'immaginetta. Com'è noto infatti un pezzo firmato acquista un valore di gran lunga maggiore rispetto allo stesso, identico, ma privo di firma. Qualcuno ha giustamente detto che "una pergamena senza il nome dell'incisore è come un quadro senza la firma dell'autore: talvolta ha più valore la firma che l'opera in sé".
Ovviamente ciò non significa che le anonime non hanno valore e/o non meritano di essere collezionate. Tutti noi collezionisti sappiamo che esistono "anonime" stupende che possono avere un posto di rilievo in qualsiasi collezione. E poi, come ho più volte detto, quello di collezionare immaginette "firmate" è solo uno dei tanti criteri.
In alto, un'immaginetta "anonima", goffrata e trinata a punzone, fine XIX secolo, di probabile provenienza francese, cm 7 x 11,5.
Quotazione min. 25,00 - max 50,00 Euro.

mercoledì 13 agosto 2008

Criteri per collezionare


Il sig. Redaelli scrive: << gentilissimo sig. Biagio, apprezzo vivamente la sua competenza in materia di santini e per questo approfitto della sua pazienza per sottoporle un mio problema: ho iniziato da poco a raccogliere santini e inizialmente li collezionavo suddividendoli per soggetto e preparando una scheda con la biografia del santo raffigurato. Ora che la mia collezione sta diventando consistente mi chiedo se come criterio sarebbe meglio quello di riunirli per editrice e per serie (Lega Euc., AR. Bonella ecc.). Cosa mi suggerisce? Lei quale criterio utilizza? >>
Ho già affrontato il problema relativo ai criteri per collezionare i santini e ci ritorno volentieri, stimolato dalla domanda del sig. Redaelli, per ribadire un concetto fondamentale: non si può collezionare tutto. Solo chi non ha idea della sterminata quantità di immaginette religiose che sono state prodotte in oltre cinque secoli di storia può pensare di collezionare ogni categoria, ogni tematica e ogni soggetto.
Ciò che distingue una collezione da una semplice raccolta è l'impiego di criteri che pongono dei limiti al collezionista. Tali criteri possono essere tanti e vanno dalla tipologia (manufatte, incisioni, cromolitografie, ecc.) alle tematiche (santi, sante, Gesù, Madonne, santi rari, ecc.), dalle case editrici pure (Santa Lega Eucaristica, AR, EB, Bouasse Lebel, ecc.) agli incisori (Callot, Galle, Koppe, Klauber, ecc.).
Il mio consiglio è di restringere quanto più possibile l'ambito collezionistico, per esempio limitandosi a qualche serie particolare di questa o quella casa editrice, a un incisore, a un solo santo o ad una tipologia.
Sopra, un'incisione di Koppe, Praga, prima metà del XIX secolo, xilografia colorata a mano. Quotazione min. 19,50 - max 45, 00 Euro.

giovedì 31 luglio 2008

Errori nei soggetti raffigurati nelle immaginette


Sul numero 290 del notiziario A.I.C.I.S. di Luglio-Agosto 2008, un interessante articolo di Antonino Cottone di Misilmeri, dal titolo "Errori e Similitudini nelle immaginette sacre" mostra alcuni esempi - utili ai collezionisti soprattutto sotto il profilo della identificazione dei Santi raffigurati nelle immaginette -, di come alcune case editrici, o tipografie, stampassero santini che riportano un nome diverso da quello del santo raffigurato. Nell'ultimo esempio vengono presentati due santini della casa editrice AR, il n. 214 della serie Z/xxx raffigurante S. Rosalia, perfettamente identico ad un altro, di nessuna serie, ma che riporta il nome di S. Elena da Laurino. Com'è giustamente spiegato nell'articolo, ciò "era un escamotage per non perdere un cliente frettoloso e...poco esigente".

Per chi ancora non la conoscesse, l' A.I.C.I.S., ovvero l' Associazione Italiana Cultori Immaginette Sacre, di cui è socio anche il sottoscritto, è nata nel 1983 a Roma, dove tuttora si trova la sua sede in Piazza Campitelli, su iniziativa di alcuni collezionisti e cultori, fra cui il compianto Presidente della stessa, Comm. Gennaro Angiolino.
Chi volesse ulteriori informazioni può consultare l'apposita sezione presente sul sito www.cartantica.it/

venerdì 11 luglio 2008

LIBRI: "Santini e Immagini devozionali in Europa" di Dolores Sella

doloresxarticolo

Edito nel 1997 da Maria Pacini Fazzi Editore, in tiratura limitata di 999 esemplari numerati, il libro di Dolores Sella rappresenta uno strumento essenziale per il collezionista e/o cultore di immaginette religiose.

Già dal titolo si comprende il suo prezioso contenuto: Santini e Immagini Devozionali in Europa - dal secolo XVI al secolo XX. Il testo di 241 pagine, esamina la storia del santino e dell'immaginetta devozionale nel tempo, attraverso le tecniche di produzione e le case editrici. Interessante e utile l'indice degli autori e degli editori.

Purtroppo l'autrice è scoparsa di recente e non si sa se la casa editrice realizzerà una ristampa.

giovedì 3 luglio 2008

Gradi di valutazione

Ho già trattato altrove della questione relativa alle quotazioni delle immaginette religiose e al fatto che manchino in tale settore collezionistico specifici cataloghi che, oltre alla descrizione, al periodo, all'incisore/editore, alla tecnica, riportino anche lo stato di conservazione e la valutazione.

Mi preme avvertire ancora una volta i lettori che quanto da me riportato nella tabella del post del 21/06/08 relativamente ai gradi di conservazione e di rarità e quanto riportato nella tabella seguente, non costituisce ancora nulla di ufficiale, ma vuole essere un contributo verso la creazione di una terminologia e uno schema comune ai collezionisti.

TIPOLOGIA

PF

O

MB

B

NB

P

descrizione

100%

60%

30%

15%

5%

n.d.

 

Lo schema sopra descritto parte dalla descrizione dell'immaginetta, cui seguono le quotazioni a seconda del diverso grado di conservazione della stessa.

A titolo di esempio, l'immaginetta "X" avrà il suo valore pieno appena stampata o prodotta (Perfetta), ma una quotazione del 60% se di grado "ottima", del 30% se "Molto Buona", del 15% se "Buona" e del 5% se "Non Buona". Nessun valore determinato in caso di grado "Pessima".

mercoledì 2 luglio 2008

TEMATICHE: Sant'Agata


Le immaginette che la raffigurano sono, ovviamente, ricercatissime dai Catanesi, concittadini della Santa. Attributo principale sono le mammelle su un piatto, mentre come attributo secondario viene riconosciuta per le tenaglie.

Come accennavo sopra, il fatto di essere ricercate in particolar modo dai collezionisti catanesi ha influenzato anche il mercato siciliano. In sostanza, la stessa immaginetta raffigurante la Santa, può avere una differenza di quotazione, in alcuni casi anche notevole, se venduta in un mercato del nord Italia oppure in Sicilia ed in particolar modo nella stessa Catania.

L'immaginetta qui riportata è la n. 2183, Serie 2000, edita negli anni '30 dalla casa editrice AR, fustellata, cm 5,5 x 10. Il suo valore di mercato si aggira intorno ai 2 - 3,5 Euro.

Invito gli amici di Catania a segnalarci il suo prezzo di mercato in città, qualora sia differente da quello sopra indicato.

sabato 21 giugno 2008

Gradi di conservazione e di rarità. Terminologia.

PF PERFETTA Appena prodotta. Come uscita dalla stampa.
O OTTIMA Assolutamente integra in tutte le sue parti.
MB MOLTO BUONA Integra ma con segni dovuti al tempo
B BUONA Segni di usura, polvere, angoli arrotondati.
NB NON BUONA Molti segni di usura, macchie, polvere, taglietti.
P PESSIMA Non integra, taglietti, pezzi mancanti, figura non chiara.

La legenda riportata sopra vuole essere uno schema riassuntivo e per nulla tassativo da utilizzare nella descrizione relativa alla qualità e soprattutto allo stato di conservazione delle immaginette.

Ancora una volta è d'uopo un avvertimento. Il problema dello stato di conservazione riguarda esclusivamente il collezionista.

La terminologia usata è mia e dunque non "universalmente" riconosciuta. Nonostante il collezionismo di immaginette sia molto antico, tuttavia non ha avuto la stessa attenzione "tecnica" che c'è stata per altri rami.

Accanto a quelli di conservazione vi sono anche i gradi di rarità, per i quali vale lo stesso discorso.

Riporto qui sotto una possibile classificazione.

U UNICO ESEMPLARE Vale soprattutto per le manufatte, come i canivets, unici.
R3 RARISSIMA Prodotta limitata tiratura o con pochissimi pezzi esistenti in circolazione.
R2 MOLTO RARA Meno del precedente.
R RARA Meno del precedente.
C COMUNE Molti pezzi in circolazione
CC MOLTO COMUNE Moltissimi pezzi in circolazione

giovedì 19 giugno 2008

TEMATICHE: le immaginette a soggetto militare


Le immaginette religiose a tematica militare rappresentano una categoria ben definita, oggetto di ricerca non solo dai collezionisti di immaginette in senso stretto, ma anche dai collezionisti di militaria.

In Italia si diffondono in particolar modo in occasione di tre momenti storici: la campagna di Libia, la Prima Guerra e La Seconda Guerra Mondiale. Diverse le case editrici che ne produssero, tra cui la C.G.M. di Milano, la Società "Parini e Vanoni" di Milano (che produsse in particolare quelle ad ante apribili), "Fede e Popolo" di Ravenna ed altre.

Il soggetto raffigurato è quasi sempre Gesù (ma in alcune anche Sant'Antonio da Padova o San Giovanni Bosco) che benedice i soldati, con curiose didascalie, come nell'immagine sopra raffigurata: "Nel Tuo nome non avremo timore dei nostri nemici", ma anche "Nel Tuo nome abbatteremo tutti i nostri nemici".

Come accennavo sopra sono ricercatissime dai collezionisti e la loro quotazione si aggira intorno ai 3-7 Euro.

L'immaginetta eaffigurata è una fustellata degli anni '40, cm 5,7 x 10,5, con preghiera sul verso.

mercoledì 18 giugno 2008

Data, edizioni e ristampe

callotprima callotterza

Mi scrive il sig. Redaelli, neocollezionista, e mi chiede << come distinguere le prime edizioni da eventuali ristampe >>.

La risposta non è semplice. Come ho avuto modo già di scrivere, quello della datazione delle immaginette è un serio problema. La maggior parte dei santini prodotti non porta la datazione. La ragione è probabilmente nel fatto che una data non avrebbe avuto alcuna funzione: l'immagine di un Santo è eterna, così come non soggetta a periodi di validità è la venerazione del fedele, principale destinatario della figura rappresentata. Quello della datazione è  esclusivamente un problema del collezionista.

Il discorso vale ancor di più sulle edizioni, prima o seconda o ennesima ristampa che siano: non sono un problema del fedele.

Come si fa allora a capire se siamo di fronte alla prima edizione o ad una ristampa?

Non esiste un criterio unico. In assenza di riferimenti espliciti presenti sull'immaginetta stessa, il sistema migliore è quello di raccogliere più informazioni possibili sulla casa editrice produttrice. L'esame dei documenti, della corrispondenza con i committenti, dei listini, dei contratti con gli incisori, sono senza dubbio fonte preziosa di informazioni. E naturalmente lo studio delle immaginette attraverso l'osservazione sui cataloghi e i testi già pubblicati.

A questo proposito, per chi volesse informazioni più precise sulle serie edite dalla Santa Lega Eucaristica di MIlano, consiglio i seguenti testi: "Immagini" di Enrico e Daniela Leuthold e "Santini di Serie" di Enzo Pagliara (si veda nella sezione LIBRI ).

Le immagini riportate in alto sono due incisioni del Callot facenti parte del suo Martirologio. La prima che vedete fa parte della prima edizione (incompleta di scritte), l'altra invece appartiene alla terza edizione (completa di didascalia).

domenica 15 giugno 2008

NUOVE SEZIONI DEL BLOG

A partire da oggi ho voluto aggiungere nella colonna di destra del blog nuove sezioni. Mi riferisco all'elenco delle varie serie edite dalle case editrici produttrici di santini. Ho voluto iniziare con le due case editrici più note e più care ai collezionisti, la AR e la S. Lega Eucaristica. Accanto alla serie è indicato il numero dei santini editi e gli anni di produzione. Gli elenchi in questione sono aperti, ovvero sono modificabili ed aggiornabili sia  per quanto riguarda le serie, sia per il numero che per quanto concerne la data di produzione. Invito tutti pertanto a collaborare, segnalando i dati aggiornati in proprio possesso.

giovedì 12 giugno 2008

I santini in celluloide


Come ho avuto modo di dire, l'elemento caratteristico dei santini e/o immaginette è l'essere costituiti in tutto o in parte da carta. Alla carta possono aggiungersi altri elementi, come stoffa, metallo, legno, fiori, plastica, ecc.

Quando il prodotto è costituito esclusivamente da materiale diverso dalla carta ritengo non si possa parlare di santini in senso proprio. Siamo sempre di fronte a immagini devozionali ma, collezionisticamente parlando, in assenza di una qualsiasi percentuale di materiale cartaceo, a mio parere non esiste il santino.

Tuttavia esistono diversi esempi di immagini, di piccolo formato, ma di materiale diverso dalla carta. "Immaginette" di stoffa, di plastica, di metallo sottile, di celluloide.

Qust'ultimo è stato utilizzato al posto della carta sin dalla metà del XIX secolo, come dimostra l'immagine raffigurata, una siderografia su celluloide edita da Turgis, di Parigi, raffigurante la Virgen del Valle, venerata in Argentina (cm 7,4 x 11,5).

Questo tipo di immaginette è piuttosto raro ed ha anche un suo mercato (alcuni pezzi possono raggiungere anche i 50 Euro).

sabato 7 giugno 2008

Adolf Spamer: Das Kleine Andachtsbild vom XIV. bis zum XX. Jahrhundert.


Il libro di cui vedete riprodotta l'immagine della copertina rappresenta il testo fonfamentale, con pochi altri, per la conoscenza della storia delle immaginette religiose.

Come avverte già il titolo “Das Kleine Andachtsbild vom XIV. Bis zum XX. Jahrhundert”, l'autore, Adolf Spamer, tratta delle immaginette devozionali dal XIV al XX secolo.

Scritto nel 1930, ne è stata proposta una ristampa anastatica nel 1980.

Entrambe le edizioni risultano introvabili, se non presso librerie antiquarie specializzate e a prezzi davvero proibitivi: solo l'edizione anastatica del 1980 è venduta ad un prezzo che si aggira intorno a 250-300 Euro.

E' corredato da moltissime immagini, di cui 314 si trovano illustrate in 218 tavole e 53 nel testo.

L'importanza fondamentale di questo libro per il collezionista e per il cultore di santini consiste soprattutto nel fatto che in esso si trovano menzionati i nomi di incisori ed editori, oltre alla ricchezza di immaginette riportate, altrimenti impossibili da conoscere.

Nelle pagine dalla 281 alla 304 è riportato un indice completo di nomi, luoghi e soggetti.

mercoledì 4 giugno 2008

Immaginette intagliate - collages: i crocifissi.


Una categoria che merita un posto a sé nel panorama del collezinismo di immaginette religiose è quella degli intagli e dei collages.

Si tratta di "manufatte" ovviamente, la cui produzione e diffusione risalgono agli inizi del XVIII proseguendo fino agli anni venti del 1900. Artefici di questi piccoli gioielli le suore di alcuni monasteri italiani e di oltralpe.

Nell'ambito di tale categoria vi sono i crocifissi, di cui si può ammirare un esemplare nella foto. Com'è stato autorevolmente detto (Alberto Vecchi) erano con molta probabilità "destinati a libri di meditazione...Ma potevano anche essere oggetto di dono per giovani educande".

Le misure dei crocifissi intagliati non superano i cm 4 x 8. Il pezzo rappresentato nell'immagine sopra è un collage di lamelle di legno e carta.

La loro quotazione può variare dai 50 fino ai 300 Euro.

domenica 1 giugno 2008

Catalogazione

Una collezione che si rispetti richiede una catalogazione.

Oggi grazie al computer questa operazione è diventata molto semplice, sia per quanto concerne l'inserimento dei dati, sia per la consultazione dei medesimi. Chi non possiede un programma apposito, può crearsene uno con i versatili fogli elettronici o DB, molti dei quali sono gratuiti.

Ma vediamo quali “campi” debba comprendere un Data Base necessario alla registrazione dei pezzi della nostra collezione.

Premesso che l'elenco che segue non è tassativo, né esaustivo, e che può essere modificato ed adattato alle proprie specifiche esigenze, ritengo che i campi elencati dovrebbero essere presenti in ogni DB di collezione di santini.


  1. Figura o immagine

  2. Titolo

  3. Misura

  4. Anno di produzione

  5. Casa editrice/Tipografia/Privato

  6. Incisore

  7. Paese di produzione

  8. Provenienza del pezzo

  9. Stato di conservazione

  10. Materiale

  11. Prezzo di acquisto

  12. Categoria

  13. Subcategoria

  14. Posizione archivio

  15. Note

venerdì 30 maggio 2008

La struttura dell'immaginetta (parte II)




H = preghiera

I = fonte

L = numero di serie

M = indirizzo casa editrice

N = imprimatur








Continuiamo con la descrizione degli elementi strutturali, questa volta del verso, ovvero del lato posteriore dell'immaginetta. Naturalmente, non tutte le immaginette sono provviste di tutti gli elementi elencati.

L'elemento principale del verso è costituito dalla preghiera (lettera H). Tuttavia va ricordato che originariamente le immagini venivano stampate senza preghiera. Poi, a partire dal seicento, sul recto, l'immagine è accompagnata da una breve invocazione, posta alla base o sopra la figura. L'esigenza di stampare un testo più o meno lungo, porterà infine al modello usato fino adf oggi, con la preghiera sul verso.

In alcuni casi, sotto la preghiera, viene citata la fonte (lettera I).

Nella parte inferiore troviamo il cosiddetto imprimatur (lettera N), letteralmente “si stampi”, ovvero l'autorizzazione concessa dall'Ordinario, dal Superiore Maggiore di un Ordine o di una Congregazione, prescritta dal vecchio Codice di Diritto Canonico, ora abolito, in virtù della quale la Chiesa dava il proprio consenso alla stampa dell'immagine.

Come ho già avuto modo di avvertire altrove, non bisogna confondere la data dell'imprimatur con quella di produzione del santino.

In alcune immaginette è apposta la formula con approvazione eccesiastica, o con licenza dei superiori o ancora con permissione dei superiori. Formule diverse ma indicanti lo stesso provvedimento.

Solo nelle immaginette “seriali” è posto il numero di serie (lettera L), ma può trovarsi com'è noto anche sul recto o in ambedue i lati. Può essere preceduto dalla lettera N, da Nr, da N.o. E in quelle francesi da Pl (planche, ovvero incisione). Si badi: il numero non si riferisce ai pezzi stampati, che posso anche essere migliaia di uno stesso numero, bensì all'immagine raffigurata.

giovedì 29 maggio 2008

La struttura dell'immaginetta (parte I)




A = bordo o margine

B = cornice

C = fondo

D = titolo

E = editore/incisore

F = indirizzo




Qual è la struttura dell'immaginetta?

Intanto va detto che distinguiamo il recto dal verso.

Il recto corrisponde alla parte anteriore dell’immaginetta, ovvero la parte dove si trova la raffigurazione, l’immagine in senso proprio. La parte posteriore si chiama invece verso.


Sull'immagine raffigurata sono indicati, con le lettere dalla A alla G gli elementi strutturali relativi al recto.


I contorni esterni dell’immaginetta si definiscono bordi o margini (lettera A) e possono essere di diverso tipo: lisci, fustellati, centinati, sagomati. Dal tipo di margine, l’immaginetta assumerà la definizione di fustellata, centinata, sagomata.


Al centro è posta la figura o immagine (lettera G), che può essere di soggetto diverso e di dimensioni che vanno da un piccolo cerchietto al centro, fino ad estendersi per tutto il recto. Può essere costituita da un’incisione, una litografia, una stampa. Inoltre può presentarsi in rilievo o goffrata, vestita ( ricoperta di stoffa o di carta, come fosse vestita appunto), con lustrini.


Fra i bordi e l’immagine può esservi una cornice (lettera B). Essa può essere disegnata oppure fatta secondo tecniche diverse: traforata a punzone (asta di acciaio duro recante all’estremità un segno, un motivo), di pizzo, goffrata (impressa a rilievo, attraverso speciali calandre applicate sulla carta), a rilievo.


Il fondo (lettera C)corrisponde alla parte del recto dove non insiste l’immagine.


Posto al di sotto della raffigurazione è il titolo (lettera D), che indica il nome del soggetto raffigurato. Può anche essere assente o accompagnato da una didascalia o da brevi versi.


L’editore o la casa editrice o l'incisore (lettere E – F)può trovarsi indicata sia sopra o sotto l’immagine che sul verso: di solito è indicato il nome e a volte l’indirizzo. Manca in molte immaginette che, per questo sono definite anonime. (continua)

martedì 27 maggio 2008

Collezioni tematiche: San Francesco da Paola


Nel collezionismo dei santini, un posto di rilievo assumono le collezioni tematiche. Probabilmente sono le più diffuse. Elencarle tutte sarebbe impossibile, in quanto molte rientrano nel gusto particolare del singolo collezionista.

In primis troviamo sicuramente la collezione dedicata esclusivamente ai santi o alle sante e, nell'ambito di esse, a questo/a particolare santo/a.

A volte la scelta è motivata dalla devozione del collezionista per il/la santo/a, altre per gusto personale. In quest'ultimo caso si pensi ai tanti che collezionano i cosiddetti “santi rari”, ovvero santi o sante poco diffusi o dai nomi più o meno sconosciuti.

Fra quelli tradizionali invece vi è sicuramente San Francesco da Paola, che lo vedete raffigurato in una bellissima immaginetta della seconda metà del XIX secolo, di provenienza francese: una cromolitografia applicata su matrice a pressa e a punzone in bianco e oro.

Molto noto, anche se in misura inferiore rispetto al Santo di Assisi, le immaginette che lo raffigurano sono molto ricercate dai collezionisti di tutto il mondo.

giovedì 22 maggio 2008

Augusta Vindelicorum


Un collezionista mi domanda del significato della sigla A.V. posta accanto al nome dell'incisore sul lato inferiore di alcune immaginette di area tedesca.

Posso rispondere con assoluta certezza che si tratta delle lettere iniziali di Augusta Vindelicorum, ovvero del nome latino della attuale città di Augsburg ( in italiano Augusta).

Tale sigla si trova infatti nelle immaginette e/o incisioni di incisori di area asburgica/tedesca, come Busch o Will. Quest'ultimo, in particolare, in alcune immaginette, utilizza anche l'abbreviazione di Aug. Vind., come si può notare nell'immaginetta riportata a sinistra. Trattasi di un'incisione a bulino su carta vergellata del noto incisore Martin Will, attivo nel XVIII secolo.

giovedì 1 maggio 2008

Carta e filigrana


Elemento essenziale del santino è la carta. Perché il santino o l'immaginetta devozionale siano tali, devono essere costituiti interamente, o comunque prevalentemente da carta. Questa potrà essere di diversi tipi e con caratteristiche diverse che dipendono dalla consistenza o dalla filigrana. Quest'ultima è di fondamentale importanza perché consente di risalire con una certa attendibilità alla paternità e al periodo in cui è stato stampato il pezzo.

Com'è noto, la filigrana consiste in un disegno, di solito un simbolo, che è possibile intravedere ponendo il pezzo di carta in controluce. Chi conosce le incisioni del Callot, ad esempio, sa anche che utilizzava per filigrana il giglio inscritto in un cerchio.

Ma che succede nel caso in cui si è di fronte a un'incisione, su carta antica, ma senza filigrana? Si è di fronte a un falso? E cosa deve fare il collezionista? Privilegiare il soggetto, stampato con una matrice originale, oppure la carta? Non voglio addentrarmi in questioni affrontate da anni da esperti del campo. Da collezionista mi sento di dire che un santino/incisione stampato da una matrice originale, ma su carta diversa da quella utilizzata originariamente, magari appartenente a epoca successiva, è tuttavia validissimo da collezionare e deve trovare posto nell'ambito della collezione. Certo, poi si discuterà sulla tiratura, sul numero di pezzi stampati, su chi ha stampato, ecc. e ciò potrà influire sul valore di mercato e collezionistico.

Ma ciò che motiva il collezionista è principalmente la sua passione.

(L'immaginetta/incisione riprodotta nella foto, appartenente alla mia collezione privata, è del Callot e fa parte del suo Martirologio)