giovedì 15 maggio 2008

Ancora aste!


Torno ancora una volta a parlare di aste on line. E ovviamente su ebay.

Qualche giorno fa la mia attenzione è stata attratta da un'immaginetta molto particolare (la vedete riprodotta a lato).

Di primo acchito sembrerebbe una merlettata con figura applicata. Ma un'analisi più attenta – per quanto sia possibile su PC – lascia intendere che in realtà di tratta di un collage formato da due pezzi differenti, appartenenti a epoche diverse. Sopra una matrice di pizzo (il pezzo sottostante), risalente molto probabilmente alla fine dell' 800 è stato incollato un santino, nella specie il n. 221 della serie Z edito dalla casa editrice AR, raffigurante San Tommaso D'Aquino, prodotto negli anni '50 del 1900 e stampato in off-set.

La sorpresa da parte mia, si è trasformata subito in delusione. Credevo di essere di fronte a una vera rarità, una merlettata prodotta dalla AR (che per quanto mi consta non ha mai prodotto merlettate), ed invece era un collage creato da un privato.

Da un punto di vista collezionistico un pezzo “inutilizzabile” e non catalogabile, a meno che non lo si voglia inserire appunto fra i collages.


sabato 10 maggio 2008

Meschini e i santini pochoir


Una produzione molto interessante è quella dei santini prodotti intorno agli anni '30 dal Meschini (ne vedete un esempio nell'immagine a lato).

Molto ricercati in questi ultimi anni dai collezionisti, stanno diventando - anche per questo motivo, oltreché per il fatto di essere stati prodotti in numero limitato – sempre più rari.

Devono la loro caratteristica e originalità alla particolare tecnica di produzione, cosiddetta a pochoir o patron, termine francese che significa “stampino”. Nata verso la metà del XIX secolo, consisteva nel dipingere a mano delle stampe, mediante delle lamine di zinco ritagliate in corrispondenza del disegno (originariamente gli stampini erano ricavati da cartone oleoso), su cui veniva applicato il colore. Tecnica corrispondente anche al procedimento grafico detto stencil.

I santini a pochoir del Meschini, e della sua scuola, si riconoscono, a parte la tecnica descritta, anche per la presenza delle lettere GM e del numero di serie, stampati sul verso. In altri è riportato il marchio Ars Nova.

Il loro valore di mercato si aggira intorno ai 3-6 Euro, ma c'è da scommettere che tra qualche anno la loro quotazione salirà ancora di molto.

Per un approfondimento consiglio di leggere l'ottimo “I santini pochoir di Giovanni Meschini e la Ars Nova su www.cartantica.it/pages/pochoir2.asp


giovedì 8 maggio 2008

Incisione di Joseph Busch venduta su Ebay


L'immaginetta raffigurata è stata venduta su ebay.it. Con una base d'asta di € 24,90 è stata aggiudicata al prezzo finale di € 83,00.

Si tratta di un'incisione a bulino su carta, colorata a mano, dimensioni cm 12,5 x 7,5 risalente al XVIII secolo, prodotta dall'incisore asburgico Joseph Busch e raffigurante Santa Apollonia.

Ancora una volta, un pezzo di grande interesse collezionistico, venduto sul sito d'aste on line più famoso di internet.

sabato 3 maggio 2008

Le quotazioni della SLE - Serie Comune


Torno a parlare di quotazioni.

Sul sito di aste on line più famoso della rete, ebay.it, i santini che scatenano vere e proprie guerre per l'aggiudicazione sono rappresentati dalle cromolitografie edite dalla casa editrice Santa Lega Eucaristica di Milano. In particolare le immaginette della serie comune, o serie 340 (dal numero totale di immagini prodotte in tale serie) suscitano il massimo interesse e vengono vendute a un prezzo base di 5-6 Euro, che può raggiungere a chiusura d'asta anche gli Euro 16,00.

Ora, se si pensa che delle immaginette francesi, merlettate, del XIX secolo, possono essere vendute anche a un prezzo inferiore, si può comprendere quanto sia determinante l'elemento collezionistico.

Il fatto di conoscere tutti i pezzi, o quasi, della serie, ha infatti accresciuto l'interesse dei collezionisti per la serie comune.

Molti hanno attribuito il merito, o la colpa, di tale fenomeno, alla pubblicazione del catalogo Santini di Serie – Santa Lega Eucaristica di Enzo Pagliara, edito da Barbieri, dove sono riportate e illustrate tutte, o quasi (ne mancano quattro) le 340 immaginette della serie (nell'immagine sopra riportata, il n. 2 della serie).

giovedì 1 maggio 2008

Carta e filigrana


Elemento essenziale del santino è la carta. Perché il santino o l'immaginetta devozionale siano tali, devono essere costituiti interamente, o comunque prevalentemente da carta. Questa potrà essere di diversi tipi e con caratteristiche diverse che dipendono dalla consistenza o dalla filigrana. Quest'ultima è di fondamentale importanza perché consente di risalire con una certa attendibilità alla paternità e al periodo in cui è stato stampato il pezzo.

Com'è noto, la filigrana consiste in un disegno, di solito un simbolo, che è possibile intravedere ponendo il pezzo di carta in controluce. Chi conosce le incisioni del Callot, ad esempio, sa anche che utilizzava per filigrana il giglio inscritto in un cerchio.

Ma che succede nel caso in cui si è di fronte a un'incisione, su carta antica, ma senza filigrana? Si è di fronte a un falso? E cosa deve fare il collezionista? Privilegiare il soggetto, stampato con una matrice originale, oppure la carta? Non voglio addentrarmi in questioni affrontate da anni da esperti del campo. Da collezionista mi sento di dire che un santino/incisione stampato da una matrice originale, ma su carta diversa da quella utilizzata originariamente, magari appartenente a epoca successiva, è tuttavia validissimo da collezionare e deve trovare posto nell'ambito della collezione. Certo, poi si discuterà sulla tiratura, sul numero di pezzi stampati, su chi ha stampato, ecc. e ciò potrà influire sul valore di mercato e collezionistico.

Ma ciò che motiva il collezionista è principalmente la sua passione.

(L'immaginetta/incisione riprodotta nella foto, appartenente alla mia collezione privata, è del Callot e fa parte del suo Martirologio)