lunedì 5 ottobre 2009

Quel santino non raffigura San Tarcisio...


Caro Biagio, ho letto sul tuo blog la risposta alla domanda su chi fosse il santo raffigurato in un certo santino color seppia. ... Permettimi di dissentire alla tua identificazione. Intanto Tarsicio (o Tarcisio) sembra sia stato ucciso in tenera età, al massimo 14/15 anni. Tale è anche la ricostruzione storico/romanzata che il cardinale Nicholas Patrick Stephen Wiseman fece nel suo popolare romanzo  "Fabiola o la chiesa delle catacombe" . Ma, comunque sia, tutta l'iconografia a me nota del santo martire .... rappresenta Tarcisio come un fanciullo, con corta tunica, spessissimo inginocchiato o accosciato o addirittura supino, con le mani sul torace che stringono un fazzoletto di stoffa che racchiude l'Eucarestia. A volte accanto a lui è raffigurato un soldato. Ma sicuramente non fu un soldato lui, come il santo dell'immaginetta che invece lo è chiaramente. ... A ripensarci, propendo ancor più per Maurizio della Legione Tebea o per Donnino di Fidenza, visto anche la "popolarità" dei soggetti della serie cui appartiene il santino. Se non fosse  per l'assegna dei segni distintivi di San Espedito (almeno la scritta Hodie) potrebbe sembrare una rara rappresentazione di questo santo. Piero Stradella

Ho voluto pubblicare la lettera inviatami per email dall'amico collezionista Piero Stradella che, molti credo già conoscano come uno dei più grandi collezionisti di immaginette. La questione si riferisce al mio post del 29 settembre 2009 nel quale io rispondevo ad un collezionista identificando il santo nel santino raffigurato con San Tarcisio. Ho riportato la mia risposta nei commenti. Se qualcun altro volesse partecipare alla discussione può farlo postando un commento.
Nella foto tratta dal sito Santi e Beati, un santino degli anni '20 raffigurante San Donnino di Fidenza.

venerdì 2 ottobre 2009

Semimanufatte: incisioni arricchite ed elaborate


Tra la fine del '600 e gli inizi del '700 il panorama, e il mercato, delle immaginette devozionali è dominato dalle incisioni dei produttori fiamminghi. Chi è appassionato di questa tipologia conosce molto bene la produzione dei vari Huberti, Galle, De Man, Van Merlen, per citarne solo alcuni.
Il suddetto periodo storico coincide anche con la produzione dei primi intagli ad opera di mano conventuale, i cosiddetti canivets.
C'è infine un'ulteriore categoria che è quella dei semimanufatti, che in questo periodo in particolare, sono rappresentati per lo più da incisioni a bulino o all'acquaforte, su carta o su pergamena, in parte intagliate e sulle quali vengono applicati pezzi di stoffa o stagnola. Soprattutto quelle su pergamena sono oggi piuttosto rare ed introvabili, con quotazioni di mercato che in alcuni casi possono superare anche quelle degli stessi canivets.
Come nel caso di questa stupenda incisione, proveniente dalla collezione dell'amica Paola Galanzi, che gentilmente mi ha inviato la scansione. Spettacolare pergamena fiamminga, incisa a bulino e colorata a mano. Quotazione min. 220,00 max 450,00.

martedì 29 settembre 2009

TEMATICHE: San Tarcisio Martire


<< Salve Biagio, la tua esperienza in materia potrebbe aiutarmi a capire di che santo si tratta, quello raffigurato in allegato. Grazie.  Andrea >>.
L'immaginetta in questione è un santino popolare, seppiato,  margini fustellati, edito negli anni '30 dalla casa editrice EB.
Dal punto di vista iconografico, e rispondo all'amico collezionista che mi scrive, il santo raffigurato è San Tarcisio, Martire. Lo si riconosce dagli attributi: principalmente dalla spada sotto lo scudo e dall'attributo secondario rappresentato dalla croce impugnata sul petto.
Il vero nome del Santo era Tarsicio, da Tarso, città nota in quanto patria di San Paolo. La parola ha subito poi un fenomeno di metatesi, ovvero lo spostamento di alcune lettere, per cui da Tarsicio è diventato Tarcisio. 

sabato 26 settembre 2009

I canivets e le incisioni del Convento dei Cappuccini di Francavilla


Canivets ed incisioni del XVIII secolo non si trovano soltanto nelle collezioni di appassionati del genere.
Ci sono anche luoghi, aperti al pubblico, in cui tutti possono ammirarli.
E' il caso dei canivets, delle miniature e delle incisioni fiamminghe che si trovano nella Cappella dei Ruffo della Terra di Bagnara (Calabria), posta sulla destra della navata centrale della chiesa bizantina, che appartiene al Convento dei Cappuccini di Francavilla di Sicilia, in provincia di Messina.
Sono custoditi in apposite bacheche collocate nella parte inferiore del dipinto che rappresenta la Madonna "Odigitria", di probabile scuola di Antonello da Messina.
Fra i particolari, degni di essere segnalati ai collezionisti del genere, un rarissimo canivet, nella cui miniatura centrale è raffigurato un San Francesco di Paola.
Per chi volesse approfondire, segnalo il sito del Convento.
Nella foto, due dei canivets che si trovano nella cappella.

giovedì 24 settembre 2009

AR Z: l'immagine n. 301


Al momento risulta l'ultima immagine osservata della serie. Sto parlando dell'immagine n. 301 della famosissima e collezionatissima serie Z, edita a partire dagli anni '50 dalla casa editrice Ar.
A fornirci la scansione è l'amico Giuseppe Libraro, collezionista della serie.
Come si può vedere dalla foto, si tratta di un soggetto mariano, la N. S. Aparecida. Il titolo in lingua spagnola potrebbe far pensare che l'immaginetta fosse destinata al mercato spagnolo e/o sudamericano.
Naturalmente, se qualche amico collezionista ha notizie o è in possesso di un'immagine recante un numero successivo al 301 è gentilmente pregato di segnalarcelo.
Le quotazioni della serie Z, grazie al fatto di essere molto collezionata, variano da 1,90 a 8,00 Euro. Ritengo che la n. 301, qui raffigurata, per la sua rarità, raggiunga un valore di mercato di 15,00 Euro.