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venerdì 28 agosto 2009

Canivet - gioiello



Ho già detto, e lo ribadisco, che è grazie ai collezionisti se oggi possiamo ammirare opere d'arte che altrimenti il tempo, l'usura e l'ignoranza avrebbero distrutto.
In particolare, nell'ambito che ci interessa più da vicino, ovvero le immagini devozionali, i collezionisti hanno avuto, e continuano ad avere, un ruolo fondamentale: soltanto da qualche tempo infatti si comincia a parlare di musei o mostre permanenti dedicati a questo genere d'arte.
Quando l'amica Paola Galanzi mi ha parlato di questo canivet, ho pensato che fosse in preda all'entusiasmo tipico di noi collezionisti, quando ci troviamo di fronte a un pezzo nuovo, da aggiungere alla nostra collezione.
Devo dire, invece, che a vederlo non si può che restare in rispettoso silenzio ad ammirarlo, oltre che invidiare (in senso buono naturalmente) Paola per essere riuscita ad avere questo straordinario "gioiello", come lei stessa lo ha giustamente definito.
Intaglio perfetto su pergamena, ha il pregio e la particolarità di essere dipinto su diversi piani, a differenza della maggior parte dei canivets che, com'è noto, presentano solo la miniatura centrale.
Direi che la quotazione superi abbondantemente i 1.200,00 Euro.



sabato 22 agosto 2009

I manufatti privati


Accanto alla produzione editoriale, intendendo per essa quella realizzata dalle grandi case editrici, soprattutto europee, e dalle innumerevoli piccole tipografie, vi è quella dei manufatti privati.
Mi riferisco non ai manufatti conventuali, come canivets e "vestite", ma a quelle immaginette devozionali realizzate da singoli devoti per un utilizzo strettamente personale.
Si tratta per lo più di collages realizzati con pezzi di cromolitografie preesistenti e altri elementi, come stoffa, carta stagno, ecc.
Sono dei pezzi davvero molto interessanti, in quanto provenienti direttamente dalla religiosità popolare. Dunque, non immaginette prodotte industrialmente e destinate al consumo del religioso, bensì realizzate direttamente dal privato, quale oggetto di personale ed intima devozione.
Nella foto, un collage di inizio Novecento, Nostra Signora de Guadalupe, produzione latinoamericana, cm 6,5 x 9.
Quotazione, min. 25,00 - max 85,00 Euro.

martedì 11 agosto 2009

Collezionare canivets


Si sa, non tutti collezionano i canivets. Per alcuni hanno delle quotazioni molto alte che li rendono proibitivi, ma - strano a dirsi! - ci sono molti collezionisti a cui non interessano, semplicemente perché non piacciono.
Ovviamente, c'è anche chi colleziona "solo" canivets.
E' anche vero che in una collezione generica il canivet non può mancare: fa parte della storia della produzione del santino, non solo come manufatto conventuale, ma anche perché costituì il modello a imitazione del quale fu realizzata la produzione ottocentesca sansulpiciana.
Non a caso anche oggi sono conosciuti con il nome di canivets meccanici proprio quelli prodotti dalle case editrici francesi, da Maison Basset a Turgis, a Bouasse-Lebel, caratterizzati da pizzi e merletti, a imitazione degli intagli dei canivets settecenteschi.
Nella foto tratta a Ebay.it, canivet su carta del XVII secolo, colorato a mano, area tedesca, cm 12,5 x 7,5.

giovedì 28 maggio 2009

Stupendo canivet venduto su ebay


E' stato aggiudicato, dopo 24 offerte, al prezzo di Euro 831,00, questo bellissimo canivet, sul noto sito d'aste on-line, ebay francese.
Molto bella e curata la lavorazione dell'intaglio e altrettanto artistica la miniatura centrale, raffigurante Santa Margherita.
Il venditore fa sapere che trattasi di un canivet di "taglia grande", di dimensioni 27 x 17 cm. ma non ci dice se in carta o pergamena.
Nonostante in vendita su ebay francese, tuttavia il canivet sembra di produzione tedesca.
Il prezzo di aggiudicazione è sicuramente rilevante, ma non altissimo per il mercato che hanno queste piccole opere d'arte.
Nella foto, il canivet venduto all'asta.

martedì 7 aprile 2009

Canivet francese su ebay


Si sa, il collezionismo fondamentalmente si basa sul gusto personale di chi colleziona. Sembra un gioco di parole, ma è innegabile che uno stesso oggetto che per alcuni non ha alcun interesse, può invece averne molto per altri.
Così quando si parla di canivets. Può sembrare strano, ma vi sono persone a cui i canivets non interessano.
Tuttavia, se spostiamo l'attenzione dalla prospettiva soggettiva a quella più strettamente oggettiva, è innegabile che i canivets, per la loro unicità, per il loro valore artistico e storico, hanno un fascino di fronte al quale nessun collezionista, e non solo, può rimanere indifferente.
E nell'ambito dei canivets, mi si consenta di dire che quelli di provenienza francese hanno un "valore aggiunto". Sarà forse la delicatezza delle forme artistiche o la cura dell'intaglio, certo è che un canivet francese si distingue. Come questo nella foto, messo in vendita su ebay e rimasto invenduto, per prezzo di riserva non raggiunto, al costo di Euro 251,00, su 16 offerte. Stupendo, il venditore informa che è del XVIII secolo e la miniatura centrale raffigura il Sudario di Besancon.
Peccato per quel pezzetto mancante sull'angolo superiore sinistro.

domenica 15 marzo 2009

Canivets italiani


Quando si parla della produzione di canivets tutti gli studiosi sono concordi nell'asserire che furono una peculiarità esclusivamente europea, citando fra tutti quelli di area tedesca e francese.
Sull'esistenza di una produzione italiana non ci sono informazioni certe. Non è da escludere che anche l'Italia, soprattutto l'area del Nord, abbia conosciuto tale produzione, ma allo stato abbiamo soltanto degli "indizi". Come afferma anche la Prof.ssa Elisabetta Gulli Grigioni, insigne studiosa della materia, infatti, << si parla, in alcuni testi stranieri dell'esistenza di una produzione italiana caratterizzata dall'affinità del disegno ai motivi tipici del ferro battuto. Gabriel Magnien cita due esemplari datati 1744 riprodotti in "L'art rustique en Italie"... Jean Pierre Seguin ... pubblica un intaglio italiano seicentesco ispirato alla decorazione del ferro battuto, ma non informa circa il luogo di conservazione dell'esemplare...>> (E. Gulli Grigioni, "Carte intagliate, ritagliate e punzecchiate", Edizioni Essegi, 1998, Ravenna).
Certo un esemplare italiano, proprio per la sua rarità e peculiarità, avrebbe un valore di mercato di gran lunga superiore rispetto ai già quotatissimi pezzi tedeschi e francesi che, com'è noto ai collezionisti del genere, hanno un valore di mercato che va da un minimo di Euro 200,00 fino a un massimo di Euro 750,00. Quotazione che in casi particolari può superare anche i 1500,00 Euro. Si parla ovviamente di elaboratissimi intagli in pergamena e con particolari miniature.

mercoledì 25 febbraio 2009

Puntinate ad ago


Come sappiamo l'intaglio manufatto, di produzione conventuale, rappresentato dai canivets lasciò il posto, a livello industriale, ai cosiddetti canivets meccanici.
Tuttavia, all'interno dei monasteri, le monache (in particolare le Carmelitane) continuarono a fare lavoretti a mano e a produrre, secondo i materiali a disposizione, manufatti o semimanufatti. Tale produzione riguardò tutto il secolo XIX fino ai primi decenni del XX: intagli e collages in primis ma anche rettangoli di carta, puntinata ad ago, su cui veniva attaccata al centro una figura in cromolitografia.
Nella foto, una cromolitografia raffigurante la Madonna del Carmine, produzione carmelitana, su carta cerata puntinata ad ago, margini dorati tagliati a mano, cm 6,1 x 11,00, inizi XX secolo.
Quotazione min. Euro15,00 - max 45,00.

domenica 22 febbraio 2009

Canivets devozionali e canivets profani



Di solito quando si parla di canivets si pensa immediatamente agli intagli miniati prodotti negli ambienti monastici europei fra il XVII e gli inizi del XIX secolo.
Accanto alla predetta tipologia, a carattere prettamente religiosa, che è peraltro quella che interessa i collezionisti di immaginette religiose, ve ne fu un'altra, identica per tecnica, ma proveniente da una diversa produzione, laica, o per usare un'altra terminologia, profana.
I canivets "profani", prodotti nello stesso periodo di quelli religiosi, sono caratterizzati appunto da soggetti "profani" che erano raffigurati nella miniatura centrale dell'intaglio. Più rari rispetto a quelli di fattura monastica, le loro miniature potevano raffigurare paesaggi, fiori, scene di mare o soggetti di varia simbologia.
Appare superfluo sottolineare che questa tipologia non rientra nel collezionismo di immaginette religiose, il cui elemento principale ed essenziale è proprio quello di essere di provenienza (e con funzione) a carattere religioso.
Nella foto, un bellissimo canivet venduto su ebay Francia, al prezzo finale di Euro 248,99. Prezzo molto interessante e sicuramente al di sotto della quotazione media. Forse perché potrebbe essere di produzione laica?

lunedì 2 febbraio 2009

Intaglio e collage: Gesù Bambino


Tra le produzioni conventuali del sec. XVIII non c'è soltanto il canivet, intaglio puro e miniato a mano.
Altrettanto pregiati sono gli intagli-collages che con i canivets hanno in comune il fatto di essere intagliati a mano, ma con l'aggiunta ulteriore di materiali differenti, quali pezzetti di stoffa, di stagnola o altro.
Rarissimi per la loro unicità, i pochi pezzi in circolazione vengono venduti a prezzi molto alti, paragonabili a quelli dei canivets.
Nella foto, uno stupendo intaglio-collage raffigurante Gesù Bambino in fasce. Sotto l'immagine di Gesù Bambino incisa a bulino, l'intaglio rivela pezzetti di stoffa (la fasciatura) e carta stagno verde e rossa, applicati. Di area tedesca, secolo XVIII, cm 7,5 x 10.
Quotazione min. 85,00 - max 280,00 Euro.

martedì 23 dicembre 2008

Canivet e manufatte


Succede spesso che alcuni venditori, per ignoranza o per capziosità, usino in modo arbitrario il termine canivet, per indicare in generale diverse produzioni.
Tecnicamente per canivet si intende un'immaginetta religiosa prodotta nei secoli XVIII e XIX in Europa, di provenienza conventuale, interamente realizzata a mano. Caratteristiche peculiari sono il materiale, costituito da pergamena o carta su cui viene effettuato l'intaglio mediante un particolare taglierino detto canif, termine da cui deriva appunto canivet. Al centro è posta una miniatura, anch'essa interamente disegnata e colorata a mano.
Se il canivet è dunque un manufatto, non tutti i manufatti sono canivets.
Molti, ad esempio, confondono le vestite con i canivets per il semplice fatto che sono realizzate anch'esse a mano, ma tuttavia sono molto diverse da questi, pur condividendo con essi il fondo di carta intagliato o puntinato ad ago.
Nella foto, un'immaginetta vestita del XIX secolo, puntinata ad ago, cm 6 x 11,5, con applicazioni di carta dorata e lustrini e naturalmente il viso realizzato in cromolitografia.
Quotazione min. Euro 80,00 - max 160,00.

domenica 23 novembre 2008

Restaurare i santini


Come tutti i prodotti artistici e, in particolare quelli cartacei, anche per i santini si pone il problema dello stato di conservazione e del restauro di quelli danneggiati.
Le domande in proposito che si pone il collezionista sono diverse: quando e come restaurare i santini, ma soprattutto, conviene ?
Direi che, innanzitutto, va fatta una necessaria distinzione fra i santini d'epoca e quelli moderni. Nell'ambito di quelli antichi poi bisogna distinguere quelli seriali e/o a larga diffusione da quelli manufatti e/o a limitata tiratura di esemplari.
Si concorderà, credo, sul fatto che conviene sottoporre a restauro soltanto i santini antichi e fra questi esclusivamente i manufatti e quelli a tiratura ridottissima o comunque con un grado elevato di rarità. Infatti, i santini moderni sono prodotti in un numero altissimo di copie e con tecniche e materiali di qualità non eccezionali, il che significa che sarebbe inutile restaurarli, in quanto meno dispendioso e più semplice reperire un'altro esemplare identico.
Il restauro è un procedimento molto delicato che va affidato a professionisti e che naturalmente ha dei costi: è importante valutare dunque l'opportunità e la convenienza economica di restaurare un determinato pezzo. Lo stesso discorso vale anche per i santini d'epoca seriali, che per quanto possano essere ricercati, sono tuttavia reperibili a un prezzo probabilmente di gran lunga inferiore rispetto al costo di un restauro.
Diversa è invece la questione dei manufatti e delle incisioni antiche e a tiratura limitata. Sarebbe certamente opportuno, ad esempio, restaurare un canivet o un'immaginetta "vestita"; un'incisione in pergamena o anche in carta; un collage o un piccolo calvario.
Va detto inoltre che non tutti i tipi di danno sono restaurabili. Una regola generale vuole che è consigliabile restaurare solo nei casi in cui la figura è comunque integra e l'immaginetta non è del tutto deteriorata. Se vi sono strappi e pezzi mancanti, soprattutto sulla figura, allora è del tutto inutile intervenire.
Infine, personalmente concordo con tutti coloro, restauratori professionisti e collezionisti, che sconsigliano il fai da te, quantomeno su pezzi di particolare pregio. Se non si hanno le possibilità economiche, è meglio tenersi un santino mancante di un pezzo piuttosto che rischiare di rovinarlo del tutto.
Nella figura, Gesù Bambino "vestito", su supporto in carta intagliata e puntinato ad ago, con viso e mani in cromolitografia. Italia, inizi del XX secolo, cm 6,5 x 10,5. Piccoli pezzi mancanti.
Quotazione min. Euro 45,00 - max 250,00 (in condizioni ottimali).

domenica 26 ottobre 2008

Asta deserta per canivet


Ancora un canivet invenduto, questa volta su ebay francese. Bellissimo pezzo comunque, risalente al XVIII secolo, di produzione tedesca, di dimensioni cm 7 x 11, stato di conservazione quasi "perfetto", almeno da quello che si può vedere sul monitor di un computer.
Forse il prezzo di partenza, Euro 469,00, ha scoraggiato i potenziali partecipanti all'asta.
Sicuramente alto per rappresentare una base d'asta e corrispondente probabilmente con l'effettivo valore di mercato, considerato anche che si tratta di intaglio su carta e di area tedesca.
La bellissima e preziosa miniatura centrale raffigura l'immagine di Santa Maria Maddalena, santa molto venerata in Francia.

venerdì 10 ottobre 2008

Manufatte su cartoncino a mezzo punto


Una tipologia che si potrebbe avere difficoltà a classificare è rappresentata da tutte quelle immaginette costituite da una base realizzata con cartoncino a mezzo punto ( o perforato a punzone) sul quale era applicata in genere una cromolitografia.
Potremmo dire che siamo di fronte a delle "semimanufatte", nel senso che la realizzazione dell'intera immaginetta avviene mediante l'opera di un privato, a mano; tuttavia la figura applicata è solitamente costituita da una cromolitografia o da fototipia.
Nell'insieme però si tratta di un manufatto e perciò unico.
A volte il cartoncino lavorato serviva soltanto da cornice, altre da fondo; altre volte ancora era lavorato a forma di croce o di piccolo "calvario".
Il periodo di realizzazione di questi parte dalla seconda metà del XIX secolo fino ai primi decenni del XX. Va detto che rispetto ad altre tipologie, queste immaginette sono poco diffuse, in quanto la loro produzione fu piuttosto limitata.
Sopra, immaginetta su cartoncino a mezzo punto, con cromolitografia applicata, Italia, fine XIX secolo, cm 5,5 x 9,8.
Quotazione min. Euro 15,00 - max Euro 25,00.

lunedì 29 settembre 2008

Le miniature


All'inizio era la miniatura. Su pergamena o su carta.
Non mi riferisco ovviamente alla miniatura tout-court ma alla tecnica impiegata per la produzione di santini manufatti.
Utilizzata moltissimo nei conventi, da monaci e da suore, fu l'antesignana dei più noti canivets, che come tutti sanno sono caratterizzati, assieme all'intaglio, appunto da una miniatura posta al centro dell'immaginetta.
La produzione riguarda diversi paesi dell'Europa, come i fiamminghi, ma anche l'Italia, la Francia e la lontana Inghilterra.
Inutile dire che siamo di fronte a opere di estrema rarità e, naturalmente, di grande valore artistico, essendo pezzi unici.
Qui riprodotta, una miniatura a tempera su carta, realizzata agli inizi del XVIII secolo in ambienti conventuali, raffigurante Santa Teresa. Misure: cm 6,2 x 10,3.
Quotazione min. 75,00 - max 180,00 Euro.

martedì 16 settembre 2008

Canivet "gigante" venduto su ebay


Prezzo straordinario per questo canivet venduto sul sito d'aste on line più famoso della rete e del mondo a Euro 159,50.
Solo quattro i partecipanti all'asta; il che fa pensare che, nonostante il prezzo appetibile (si partiva da una base d'asta pari a Euro 99,00) per un canivet, non ha suscitato un grande interesse nei collezionisti.
Il motivo sta probabilmente nelle dimensioni del pezzo: cm 16 x 9,5. Enorme, se si pensa alle misure tipiche di questi oggetti.
La questione che si pone è dunque se un pezzo del genere è "collezionabile".
Personalmente ritengo di sì. Malgrado le dimensioni, le caratteristiche peculiari sono quelle dei canivets e dunque è senz'altro adatto per i collezionisti di questa categoria. Meno idoneo per una collezione più generalista.

lunedì 4 agosto 2008

Canivet francese invenduto su Ebay

canivetfrancese

E' rimasto invenduto, su Ebay, questo spettacolare canivet di produzione francese.

Realizzato ovviamente a mano,  misure cm 6,5 x 7, inserito in cornice, il suo venditore, sul sito francese, non è riuscito a venderlo. Eppure il prezzo di base di Euro 399,99 era davvero interessante per un pezzo che ne vale almeno il triplo.

Tuttavia, c'è da dire anche che quattrocento euro  sono comunque una bella somma, senza dimenticare il rischio che comporta l'acquisto on line, dal momento che non è possibile esaminare il pezzo, se non attraverso l'immagine sul computer.

giovedì 24 luglio 2008

Canivet in pergamena


Aggiudicato su Ebay.it all'ottimo prezzo di Euro 168,89 questo canivet, a dire del venditore, in pergamena, cm 7 x 12, di produzione francese, secolo XVIII.
Personalmente ritengo che, dalla tecnica dell' intaglio, dovrebbe essere piuttosto di area tedesca.
Tornando al prezzo di acquisto: se, come afferma il venditore, si tratta di canivet in pergamena, allora il valore potrebbe essere molto più alto, anche intorno agli Euro 350 e oltre.

mercoledì 25 giugno 2008

Manufatte: le immaginette "vestite"


Nella categoria delle manufatte, le cosiddette immaginette "vestite" sono dei piccoli gioielli, molto amati dai collezionisti. Intagliate a mano appunto, sono un collage di carta ed altri materiali, come stagnola e stoffa (di solito velluto o seta).

Su un pezzo di carta ritagliata e puntinata ad ago viene incollata la testa (a volte anche le mani) a sua volta ritagliata da una cromolitografia. Quindi viene applicata la "fasciatura" in stoffa ( da cui il termine "vestita").

Di provenienza esclusivamente europea, sembra che tale tecnica sia nata nel XVI secolo in Germania, poi diffusasi anche in Francia, Olanda e Italia.

Le quotazioni di queste immaginette sono, come si può immaginare, abbastanza alte e in alcuni casi possono raggiungere anche i 300/400 Euro.

L'immaginetta qui raffigurata è una "vestita" o più precisamente un "bambino vestito" di produzione italiana, risalente alla fine del XIX secolo. Le misure sono cm 5,7 x 11,2. Su carta intagliata a mano, puntinata ad ago, è applicata una cromolitografia (il viso) con applicazioni di stagnola. La "fasciatura" è in seta.

mercoledì 4 giugno 2008

Immaginette intagliate - collages: i crocifissi.


Una categoria che merita un posto a sé nel panorama del collezinismo di immaginette religiose è quella degli intagli e dei collages.

Si tratta di "manufatte" ovviamente, la cui produzione e diffusione risalgono agli inizi del XVIII proseguendo fino agli anni venti del 1900. Artefici di questi piccoli gioielli le suore di alcuni monasteri italiani e di oltralpe.

Nell'ambito di tale categoria vi sono i crocifissi, di cui si può ammirare un esemplare nella foto. Com'è stato autorevolmente detto (Alberto Vecchi) erano con molta probabilità "destinati a libri di meditazione...Ma potevano anche essere oggetto di dono per giovani educande".

Le misure dei crocifissi intagliati non superano i cm 4 x 8. Il pezzo rappresentato nell'immagine sopra è un collage di lamelle di legno e carta.

La loro quotazione può variare dai 50 fino ai 300 Euro.

venerdì 11 aprile 2008

Canivets


Tra i pezzi più ricercati dai collezionisti di immaginette religiose, al primo posto, ci sono i canivets. Si tratta, come tutti sanno, di santini manufatti, intagliati a mano mediante il canif , un temperino utilizzato nei conventi. Al centro è posta una miniatura raffigurante il soggetto; il tutto dipinto a mano.

Nascono in Germania intorno agli inizi del XVI secolo, si diffonderanno poi anche in Francia, in Olanda e in Italia.

Ricercatissimi, dicevo, dai collezionisti e dai cultori di santini, il loro valore di mercato può variare da Euro 150 fino ai 1500-2000. Il motivo di tale “preziosità” si spiega col fatto che siamo di fronte a dei pezzi unici; essendo realizzati a mano non esiste un pezzo perfettamente identico all'altro.

I materiali utilizzati per la loro realizzazione sono naturalmente la pergamena o la carta.

Meno diffusi di quelli di area tedesca e fiamminga sono i canivets di produzione francese. Ancora più rari quelli italiani.

La loro produzione finirà intorno alla metà del XIX secolo, quando saranno prodotti meccanicamente (le punzonate o merlettate sulpiciane non sono altro che una riproduzione meccanica dei canivets).

(L'immaginetta riprodotta in alto fa parte della mia collezione privata)